di Andrea Frausin
Durante un seminario internazionale sul bilanciamento tra vita personale e professionale, alla apparentemente semplice domanda “Che cosa vuoi?” più di una persona ha mostrato in maniera evidente una grande difficoltà nel trovare una risposta.
“Nessuno mi aveva mai chiesto cosa volevo” afferma Sabrina, da un decennio alla guida dell’azienda di famiglia.
“E’ tutta la vita che mi dicono cosa devo fare, come faccio a sapere cosa voglio” evidenzia con decisione Natasha, giovane e affermato avvocato d’affari.
Poco più in là Pietro, un manager sulla cinquantina borbotta, quasi sconsolato: “So perfettamente quali sono gli obiettivi business che voglio raggiungere ma ...”.
Il tema della definizione degli obiettivi è molto più ampio di quanto si possa pensare e non riguarda solo l’ambiente professionale, influenza tutta la nostra vita. La questione è talmente vasta e le conseguenze così rilevanti che apriremo più di qualche finestra sull’argomento.
Quando chiariamo lo scopo, quando definiamo l’obiettivo è come se aprissimo un faro dentro e fuori di noi, che evidenzia prioritariamente cose, fatti, eventi, informazioni, persone che possono condurci a realizzare lo scopo o l’obiettivo, lasciando in secondo piano tutto il resto.
Ci sono aree della nostra vita nella quali siamo abituati a muoverci verso una direzione: ad esempio in azienda, dove la meta è specifica nel caso degli obiettivi da raggiungere, anche se oggi vengono rivisti in orizzonti temporali sempre più brevi; meno definita nel caso della visione aziendale, fondamentale per dare un senso ad un’organizzazione nel tempo.
Gli obiettivi sono specifici, misurabili, sfidanti e hanno una scadenza. La visione è metaforica, evocativa, ispiratrice.
Le organizzazioni e i loro membri sanno che definire una destinazione alla propria nave, soprattutto in mari agitati e con clima che cambia repentinamente, è molto importante così come la capacità di cambiare rotta frequentemente per muoversi più efficientemente verso il porto di arrivo. Talvolta la decisione più saggia diviene cambiare destinazione quando questa non è più quella desiderata o appare impossibile da realizzare.
E al di fuori del nostro lavoro e della nostra attività professionale? Creiamo dei percorsi? O ci avventuriamo vagando senza meta? Adottiamo una gestione manageriale della vita privata comportandoci come sul lavoro? O ci lasciamo lo spazio all’esplorazione bilanciandolo con un senso di direzione verso il quale muoverci? Manteniamo flessibilità o siamo eccessivamente rigidi? E quali sono le conseguenze delle nostre scelte? Siamo soddisfatti?
Sono domande che interessano ogni essere umano e in un’epoca di cambiamenti come questa diventano cruciali come non mai per i manager che guidano le organizzazioni in acque tempestose.
L’uomo è uno, non siamo solo o business man o privati cittadini. Una persona equilibrata in un ruolo aziendale importante attinge al suo potenziale a piene mani, raggiunge risultati di business e soprattutto vive una vita di qualità influenzando positivamente collaboratori e persone che hanno la fortuna di incontrarla.

Andrea Frausin, uno dei pochi trainer certificati da entrambi i co-fondatori della PNL, spiega e racconta la PNL in modo "non convenzionale". Potrai capire meglio la disciplina, vederne i primi passi, approfondire le sue teorie. E' un libro adatto a chi si avvicina per la prima volta alla PNL, ma che può dare molto anche ad esperti ed appassionati.

